IN RESIDENZA // SALOMÈ

All’interno di Residenze 2017: Alraune Teatro con il seguente progetto

SALOMÈ di Oscar Wilde

regia: Luca Ligato
con: Valentina Mandruzzato, Nicole Guerzoni e Mauro Bernardi

scenografia: Giovanna Angeli

costumi: Carla Goddi

musiche originali: Giulio Fassina
responsabile di produzione e organizzazione: Monica De Giuli
Produzione: Alraune Teatro (www.alrauneteatro.it)

 

TRAMA:

“Dimmi, anche il figlio di Dio è bello come te?”
Una donna, il male incantatore, l’archetipo della femme fatale dall’algida bellezza: Salomé.
Fredda ammaliatrice da una parte e creatura innocente dall’altra, vittima del desiderio di essere amata, è lo strumento del martirio di Giovanni Battista e per questo della sua santità.

Salomé è una brillante storia di lussuria, avidità e vendetta, il più controverso lavoro di Oscar Wilde, che accoglie nel suo ventre le perversioni dell’umanità diventando così la rappresentazione, allo stesso tempo, di Eros e Thanos.

Nel corso del dramma, la vediamo sgretolarsi lentamente e trasformarsi da innocente fanciulla a sanguinoso demone, pronta a perdere tutto, anche la sua stessa anima, pur di raggiungere quell’attimo, infinto e brevissimo, in cui potersi sentire amata.

Capolavoro del decadentismo di fine secolo, scritto da Oscar Wilde nel 1891 e successivamente musicato da Richard Strauss, il testo venne rappresentato per la prima volta nel 1896 a Parigi mentre a Londra ne fu vietato l’allestimento fino al 1931 a causa dei suoi temi considerati eccessivamente scabrosi.

 

AUTORE:

Oscar Wilde è stato uno scrittore, aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista irlandese, le sue opere sono oggi considerate dei veri capolavori.
Grande esibizionista e imparagonabile conversatore, i suoi testi, irriverenti e sensuali, sono pervasi dalla supremazia della bellezza e spesso avvolti dal profumo dello scandalo.

 

NOTE DI REGIA:

I mostri sono creature partoriti in modo contrario ad ogni consueto procedere e ordine della natura. I prodigi sono fenomeni contrari all’intero corso della natura.
Chi può dire che il mostro e il prodigio non siano due facce della stessa medaglia?

Nel corso del tempo ci siamo abituati a vedere le due figure cardini di questa tragedia moderna, Salomé e Iokanaan, come due archetipi distanti da noi, spogliati da tutto quello che è umano. Salomé fredda, calcolatrice e capricciosa è diventata simbolo del peccato, Iokanaan, invece, casto, puro e intoccabile, ci appare oggi come Santo.

Eppure prima di diventare due modelli della storia, Salomé e Iokanaan sono anzitutto due esseri umani. In essi materialità e spiritualità si fondono con tutte le proprie fragilità, paure e speranze. Ed è da qui che parte il nostro percorso all’interno della Salomé di Oscar  Wilde.

Chi è Salomé? Cosa desidera realmente? E quanti sanno che il suo nome significa “portatrice di pace”?

Tutti la guardano, la desiderano e bramano la sua carne ma nessuno l’ha mai guardata dentro realmente. Una ragazza ancora casta e pura, desiderosa di essere amata nel profondo, gioca con la sua sensualità inconsapevole delle conseguenze che ne scaturisce.

Chi è Iokanaan? Un santo? Un profeta?

Antesignano di Gesù Cristo, ne condivide il percorso ma non la genesi. Iokanaan nasce dall’unione di un uomo e una donna e per questo motivo egli conosce intimamente la passione, la carnalità e il desiderio. Vorrebbe essere il nuovo Messia ma non può perché è umano e, come tale, vittima dei sentimenti umani.

L’incontro tra Salomé e Iokanaan risveglia in loro sentimenti che non sapevano di potere provare né suscitare, si scoprono, alzano barriere, s’innamorano. Consapevoli che il loro  amore non si potrà mai consumare, Salomé ne chiede la testa. Iokanaan la concede.

E sarà solo per quell’attimo, quell’unico secondo in cui le labbra dei due amanti si sfioreranno, che le loro anime si possiederanno teneramente e infinitamente.

Il tema della decollazione ha da sempre affascinato e spaventato l’uomo, basta pensare alla collezioni di teste esposte nei musei o alle celebri decollazioni della storia dell’arte. In nome della scienza, della religione, della libertà e dell’arte, le teste decapitate hanno catturato la nostra immaginazione e la fascinazione per l’orrore.

Giocando con le suggestioni di Wilde, scritto come una tragedia moderna dove le tre unità aristoteliche sono rispettate, si è deciso di realizzare lo spettacolo solo con tre interpreti (eliminando così la dualità tra il maschile e il femminile), come tre sono anche le seduzioni di Salomé a Iokanaan, tre gli avvertimenti alla tragedia e tre i tentativi di Erode di fare desistere Salomé nella richiesta della testa di Iokanaan.