IN RESIDENZA // BASTARDA

All’interno di Residenze 2017:Fragile Artists (Noemi Bresciani, Desirèe Sacchiero, Irene Petra Zani) con il seguente progetto

BASTARDA

concept e drammaturgia Irene Petra Zani

regia, coreografia e interpretazione Noemi Bresciani

aiuto regia Desirèe Sacchiero e Irene Petra Zani

ideazione e creazione dell’opera PELLE Desirèe Sacchiero

musiche Giacomo Cella e Desirèe Sacchiero

fotografia e art direction Desirèe Sacchiero

disegno luci Andrea Rossi

con la partecipazione straordinaria di Paola Tintinelli

con il sostegno di Spazio Teatro Invito (Lecco); El Otto – espacio de creaciòn de circo y teatro (Barcellona), Manifattura K

Un solo di danza.

Una cucina dove si preparano porzioni di Mondo.

Una giovane donna di 180 milioni di anni.

Bastarda è un’indagine sul tema dell’identità ibrida.

Siamo tutti ibridi. Lo siamo nella nostra identità: non coincidiamo con noi stessi. Siamo l’insieme di tutte le persone che abbiamo amato, odiato, conosciuto, perso, lasciato, dimenticato. E non coincidiamo nemmeno con un luogo: il nostro DNA dice che in noi ci sono tracce provenienti da parti del mondo diverse e lontane.

Nessuno è uno. Nessuno è puro.

Fulcro visivo e semantico della performance è un MANTELLO fatto di cozze, PELLE di un corpo venuto dal mare, composto da tanti pezzi cuciti insieme tra di loro. Pezzi di scarto, residui del pasto di qualcuno. Qualcun altro. Questa pelle è anche una CORAZZA con cui difendersi, nascondersi; un carapace dentro cui preservarsi molli e inermi. Un confine. Separazione dall’Altro.

Se lo si allarga, il mantello diventa la MAPPA di un unico grande continente, come era la Terra nella sua origine: la Pangea, l’unione delle terre emerse. Prima della separazione dei continenti, prima delle divisioni razziali e culturali, prima della creazione dei confini, della nascita degli Stati. Prima.

Dopo. L’ Altro, soprattutto, se è straniero, quando vuole occupare uno spazio territoriale che il destino non gli ha assegnato, è visto come una minaccia. Qualcuno che vuole portare via la “nostra” identità”, la “nostra” cultura. Ma esiste UNA cultura? Esiste UNA identità da portare via? Oppure identità e cultura sono il risultato di quel continuo processo di ibridazione tra esseri umani?

Anche il MANTELLO è una PELLE in continuo divenire: al termine di ogni performance, qualche cozza si stacca e servono altri mitili per comporla. Nuovi pezzi, residuo del pasto di altri, che non conosciamo, che incontreremo.

Foto di Desirée Sacchiero