IN RESIDENZA // MATILDE

All’interno di Residenze 2017: Teatro della Cooperativa con il seguente progetto

MATILDE e il tram per San Vittore 
testo e regia Renato Sarti
con Maddalena Crippa, Debora Villa, Rossana Mola
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
luci Claudio De Pace
dal libro di Giuseppe Valota Dalla fabbrica ai lager
dramaturg Marco Di Stefano
foto Fabio Lovino
produzione Teatro della Cooperativa
CON IL SOSTEGNO DI ANED
CON IL PATROCINIO DI ANPI E ISTITUTO NAZIONALE FERRUCCIO PARRI
E CON IL PATROCINIO DEI COMUNI DI ALBIATE, CINISELLO BALSAMO E MUGGIÒ

Mio marito è clandestino anche verso di me.

A causa degli scioperi che durante la Seconda guerra mondiale paralizzarono i grandi stabilimenti del Milanese, le case operaie di Sesto San Giovanni, Milano, Cinisello e dei comuni limitrofi furono teatro di retate spietate. Centinaia di uomini furono sottratti ai propri affetti, costretti a vestirsi rapidamente per poi sparire. Scene che rimasero per decenni negli occhi di madri, mogli e soprattutto dei bambini che salutarono per sempre in quel modo il loro papà. Cinquecentosettanta furono le persone deportate nei lager, più della metà non fece ritorno e per i sopravvissuti, e per i loro familiari, la vita non fu più la stessa. Matilde, spettacolo scritto e diretto da Renato Sarti, vuole mettere in luce il “non eroismo” di migliaia di uomini e donne, che si opposero al fascismo e al nazismo pagando un caro prezzo. Lo fa attraverso le voci di quelle madri, mogli, sorelle e figlie che, dopo l’arresto dei propri uomini in seguito agli scioperi – i più grandi nell’Europa occupata dai nazisti − si ritrovarono improvvisamente a gestire, da sole, un quotidiano di fame e miseria. Alla disperata ricerca dei loro uomini, si precipitavano a San Vittore e in altri luoghi di detenzione di Milano. Fra questi anche il cinema Broletto, allora sede della famigerata Legione Ettore Muti: mentre in sala si proiettavano i film dei telefoni bianchi con Amedeo Nazzari e Alida Valli, nei camerini si torturavano i partigiani e gli oppositori politici. Nel 1947 quel cinema diventò il Piccolo Teatro, che Giorgio Strehler e Paolo Grassi, attraverso l’arte, la cultura e lo stare insieme, bonificarono dall’orrore.
Il testo parte dalle testimonianze raccolte in più di vent’anni da Giuseppe Valota, presidente dell’ANED di Sesto San Giovanni e Monza.